top of page

Lo stress: come riconoscerlo e fronteggiarlo

  • mattiacioni
  • 22 apr 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 14 mag 2022

Pur presentando anche una quota "positiva", favorevole al nostro adattamento all'ambiente, lo stress può diventare una minaccia per la salute. Ecco come.


Come fronteggiare lo stress
Come fronteggiare lo stress
(Photo by Elisa Ventur on Unsplash)

La parola stress è oggi molto ricorrente, tanto nelle conversazioni online quanto in quelle off. E ahinoi spesso fraintesa e abusata: sempre più persone si dicono stressate senza sapere cosa stanno provando, e sempre più numerosa è la schiera di coloro che propongono qualsiasi tipo di rimedio a sintomi di stress negativo, frustrazioni e tensioni accumulate.


Ma cos’è esattamente lo stress?

Lo stress è un processo che include la percezione di uno stimolo come qualcosa che sfida le proprie risorse o le eccede minacciando il proprio benessere, con la conseguente attivazione di una serie di reazioni somatiche e viscerali, psichiche e comportamentali le quali sono funzionali alla nostra reazione allo stimolo stesso (ad es. aumento della frequenza e respiratoria per fuggire da qualcosa di minaccioso).

Il problema sorge quando tale sollecitazione si protrae nel tempo, determinando conseguenze deleterie, e non solo per il benessere emotivo dell’individuo ma anche per quello organico (salute fisica).

In effetti, lo stress persistente può essere causa di disagio psicologico e alterazioni di comportamenti rilevanti per lo stato di salute, come l’alimentazione e il sonno. Inoltre, se nel breve periodo le modificazioni biochimiche causate dallo stress sono adattive, nel lungo periodo possono portare a processi potenzialmente patogenetici. Il famoso cortisolo, ad esempio, è un ormone rilasciato in situazioni stressanti per attivarci maggiormente e reagire, ma se i suoi livelli rimangono alti oltre misura esso può ostacolare il sonno e portare ad un’inibizione del sistema immunitario.

Negli ultimi quarant’anni la ricerca ha messo in evidenza numerose relazioni fra lo stress e una grande varietà di patologie che prima si ritenevano di stretta natura organica, come le malattie cardiache, il diabete e perfino la comune influenza.

È importante aggiungere che lo stato di salute non è direttamente dipendente dalla quantità di stress a cui l’individuo è sottoposto, ma dal modo in cui egli lo valuta e lo affronta. La persona è infatti un agente attivo, in grado di influenzare l’impatto degli eventi stressanti, e la chiave per mantenere il miglior benessere psico-fisico è l'utilizzo di modalità efficaci per fronteggiare lo stress, dette strategie di coping.

Ci sono strategie che permettono di approcciarsi al problema per intervenire attivamente, come la ricerca del sostegno degli altri, l’accettazione e la rivalutazione positiva dell’esperienza stressante (ad es. provando a intravedere in essa un significato di crescita personale). Altre modalità mirano invece ad evitare ed allontanare dalla coscienza la negatività della situazione, come nel caso dell’isolamento sociale e dell’automedicazione con sostanze psicoattive.

In generale, il coping d’approccio risulta più adattivo rispetto al coping di evitamento, anche perché quest’ultimo, nel lungo periodo, può compromettere il ricorso a risorse utili per risolvere davvero la situazione di stress.

È ovvio che alle modalità di coping attuate dall’individuo è strettamente legata la sua capacità di esprimere ed elaborare adeguatamente le emozioni che prova (regolazione emozionale).

Il discorso sullo stress è dunque articolato, e va inoltre tenuta presente la contiguità di tale fenomeno con quello del trauma (da cui si distingue sostanzialmente per l’intensità dell’evento e della risposta ad esso), nonché la continuità delle strategie di coping e regolazione emozionale con i meccanismi di difesa inconsci (questi ultimi approfonditi dalla psicoanalisi).

Chi si trova a dover gestire livelli eccessivi di uno stress emozionale che tende a protrarsi nel tempo dovrebbe dunque parlarne con il suo medico e/o uno psicologo.

Ad ogni buon conto per fronteggiare livelli più moderati di stress non persistente è possibile provare ad adottare alcune strategie di buon senso come darsi ad un’attività ricreativa lasciandosi assorbire da essa, cercare di occuparsi di una cosa alla volta e prendersi pause dai compiti impegnativi, praticare una tecnica di rilassamento, evitare di reagire impulsivamente quando si prova un’emozione (alla quale va invece lasciato il tempo di ridimensionarsi).


Anche la meditazione può essere molto utile per ridurre lo stress. Per approcciarsi ad essa si può iniziare concentrandosi su quell’atto vitale che compiamo automaticamente da quando nasciamo, ma a cui non prestiamo mai attenzione: il respiro. Una volta che ci si è seduti comodi, si chiudono gli occhi e si cerca di rilassare i muscoli del corpo. Quindi si porta l’attenzione sull’inspirazione e l’espirazione, e quando l’attenzione viene colta da altri stimoli (interni o esterni) la si riporta sul respiro, tante volte quante è necessario. Ovviamente praticare esercizi come questo guidati da uno specialista rende più semplice raggiungere lo stato desiderato.


Dunque: buona gestione (efficace) dello stress!

 
 
 

Commenti


Sito realizzato da Mattia Cioni © 2022

bottom of page